Un ecografo può davvero fare la differenza?

«Se il cuore batte e il polmone respira, il rene invece resta spesso in silenzio: i segnali della sua malattia arrivano quando a volte è già tardi».

Per questo, anche nella nefrologia pediatrica, l’ecografia non è solo un esame utile: è spesso determinante per diagnosticare e monitorare precocemente patologie anche serie: «Il 50% dei bambini con malattia renale cronica presenta anche una patologia urologica che l’ecografia permette di individuare», spiega il dottor Andrea Pasini, responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di nefrologia e dialisi pediatrica dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria Gozzadini di Bologna, centro di riferimento per tutta l’Emilia-Romagna.

Un centro ad alta complessità

Qui vengono seguiti ogni anno centinaia di piccoli pazienti con:

  • circa 130 ricoveri annuali;
  • oltre 3.500 visite ambulatoriali all’anno;
  • circa 15 bambini trapiantati di rene in follow-up;
  • 110 pazienti con insufficienza renale cronica, di cui alcuni in fase terminale e in attesa di trapianto;
  • circa 400 bambini con patologie renali rare e complesse.

Dal 2010 il centro ha seguito circa 50 trapianti pediatrici di rene e oggi diversi bambini sono in lista o in dialisi peritoneale, anche piccolissimi.

Tempi di attesa: troppo lunghi per la esecuzione delle indagini ecografiche.

La complessità delle patologie richiede circa 1.500 ecografie renali ogni anno.

Attualmente però questi esami vengono effettuati dalla Radiologia Pediatrica, a cui afferiscono tutte le Unità Operative della Pediatria, con tempi di attesa anche di 6–7 mesi, difficili da conciliare con patologie che richiedono diagnosi tempestivi e controlli
frequenti.

Perché serve un ecografo dedicato
Disporre per il Centro di un proprio significherebbe:

  • diagnosi più rapide, integrando l’attività diagnostica ecografica nella routine clinica quotidiana;
  • controlli più frequenti e mirati;
  • meno attese per le famiglie;
  • supporto concreto al progetto di trapianto renale pediatrico già avviato a Bologna.

Quindi più tempestività, più precisione diagnostica e migliori prospettive di cura per molti bambini.

Una raccolta fondi per fare la differenza

Per questo l’associazione Il Sogno di Stefano, da anni accanto alla nefrologia pediatrica bolognese, ha avviato una raccolta fondi per acquistare e donare un ecografo di ultima generazione al centro. È un obiettivo concreto e raggiungibile: ogni contributo può trasformarsi in diagnosi più precoci, cure più efficaci e maggiore serenità per tante famiglie.

Sostenere questa iniziativa significa partecipare direttamente a un progetto che può migliorare la qualità della cura dei bambini con malattie renali.